Comunicato Stampa

Questa Plenaria ha trasformato migliaia di docenti preparati e di esperienza nella barzelletta della scuola italiana.
Sentenze di merito di diversi organi e leggi dello Stato sono state calpestate attraverso una interpretazione della vicenda dei Diplomati Magistrali assolutamente arbitraria e non rispondente allo svolgersi dei fatti.
È stato sancito un “non-diritto” al posto di ruolo per gli stessi docenti che negli ultimi 15 anni hanno formato tutte le generazioni di ragazzi ormai diventati adulti.
È stato detto che i DM sono “abilitati” per fare concorsi e supplenze, ma non per dare continuità didattica e formativa nelle scuole.
È stato affermato che la sentenza del 2014 che ha finalmente attestato il valore del titolo (di cui i docenti erano già ben consapevoli fin dal giorno in cui hanno intrapreso gli studi superiori) non può essere utilizzata per lenire il sopruso di essere stati estromesso dai canali di reclutamento stabile, PERCHÉ I DM SI SONO MOSSI TROPPO TARDI a chiedere giustizia, e il loro diritto è andato in prescrizione.
È stato detto che sono stati i DM a NON INTERESSARSI durante il periodo “transitorio” conclusosi nel 2007 di richiedere le GaE.

È stato detto, in sostanza, che la politica ha paura di dover rendere giustizia ai suoi lavoratori dello Stato, che le casse dello Stato non potrebbero sostenere il peso di così tanti lavoratori manipolati da una burocrazia che con un abuso di potere ha loro impedito di esistere.

Azione Scuola, anche in questo caso, accompagnerà i suoi ricorrenti in ogni azione di protesta e di tutela dei diritti, quei diritti che la Plenaria ha voluto ostinatamente ignorare con questa sentenza.

Lunedì 8 gennaio 2018 Azione Scuola scende in piazza a Roma con i sindacati e i lavoratori.

In questa difficile situazione, in attesa di permettere agli avvocati di studiare la strategia migliore per riportare alla luce la legalità e il diritto, le azioni di protesta sono ciò che può dare voce e visibilità ai lavoratori che mettono le basi per la vita dei giovani: dobbiamo essere tanti ed agguerriti.

Non si tratta solo di una lotta dei docenti, ma di una lotta per la Giustizia.
Di una lotta per il Futuro.