Da mesi Azione Scuola valuta di intervenire nei tavoli di lavoro al fine di arrivare ad una intesa tra il mondo della scuola e le parti politiche circa il reclutamento dei docenti. Dopo aver svolto un ruolo di supporto nella determinazione del percorso per la Secondaria, ci siamo fermati a riflettere sulle problematiche di Primaria e Infanzia. E’ apparso subito chiaro che non si potesse pretendere di gestire i vari ordini di scuola attraverso le medesime scelte, e siamo arrivati in breve tempo all’ idea che fosse necessario un PIANO DI RIORDINO TOTALE delle immissioni in ruolo.

In sintesi, la problematica è che la frammentazione in “sigle” e la Plenaria determinano un quadro frastagliato in cui ciascuno è portatore di diritti e tutele legali spesso in contrasto le une con quelle degli altri, pertanto abbiamo ritenuto di difficile accoglimento la proposta di Sanatoria portata avanti da molti degli aventi causa. Esiste infatti il rischio di andare a confliggere con il diritto di chi si trova già da diversi anni nelle Graduatorie ad Esaurimento con potenziale incremento del contenzioso. L’esigenza di non inasprire le tensioni già esistenti con i ‘controinteressati’ ha ispirato e condotto tutto il nostro studio.

Abbiamo condiviso la richiesta della riapertura delle Gae, valutando che la riapertura associata alle definizioni delle originarie tre fasce potesse essere una ottima soluzione in grado di dirimere la questione, graduando gli accessi come richiesto dalla legge. Purtroppo, nei contatti istituzionali succedutisi nel tempo con le forze politiche, ci è stato chiaramente detto che sembra mancare trasversalmente la volontà di agire in tal senso. Azione Scuola ha realizzato questa proposta alternativa proprio per non farsi trovare impreparata di fronte ad un possibile diniego alla riapertura in questione.

Per questo motivo abbiamo deciso di studiare una diversa modalità di gestione della problematica, attraverso la creazione di un ”piano B” che, a nostro giudizio, potesse costituire un equo compromesso tra le volontà politiche, le tutele di legge già vigenti e le giuste richieste delle varie professionalità in gioco. Nella nostra Bozza di lavoro abbiamo cercato di mettere pace tra tutte le tipologie di docenti, ipotizzando una sorta di “ritorno al passato” in cui gli abilitati entro il 2002, i vincitori di concorso, i laureati e i docenti già presenti in Gae avessero accesso ad una nuova graduatoria provinciale per soli titoli, graduando poi attraverso una apposita “nuova tabella titoli” le varie posizioni.

I punti salienti del nostro Studio sono: la conferma dei ruoli “con riserva”, l’assunzione prioritaria di chi già presente in Gae/GM, l’assunzione immediata ma con decorrenza posticipata per i docenti con più di 36 mesi di servizio, la formazione in servizio obbligatoria e gratuita per docenti di ruolo e precari, l’equiparazione del punteggio di abilitazione tra DM e SFP, la garanzia della continuità didattica e la tutela del posto di lavoro, la graduatoria provinciale, l’aumento delle cattedre al sud, l’abolizione del comma 131.

Nel mese di febbraio abbiamo sottoposto la nostra bozza di lavoro alla Commissione Cultura M5S uscente, presentandola come uno studio fatto in previsione dell’apertura di un tavolo di lavoro cui anteporre degli atti preparatori imprescindibili: l’abrogazione del comma 131 (divieto di reiterazione dei contratti oltre i 36 mesi) e la trasformazione delle cattedre “di fatto” in cattedre “di diritto”.

Abbiamo premesso che Azione Scuola vuole le GAE per tutti gli abilitati, ma è disposta a sedere ad un tavolo che preveda lo studio di altre soluzioni finalizzate all’assunzione in ruolo dei docenti, a patto che queste ipotetiche soluzioni siano condivise ed analizzate da chi la scuola la vive ogni giorno e da chi realmente tutela i docenti: ciò che vogliamo assolutamente evitare è la somministrazione di una riforma calata dall’alto, del tutto avulsa da ciò che la Scuola vive nella quotidianità.

Il nostro lavoro è stato accolto con interesse in quanto, pur tutelando in pieno anche le tipologie di docenti più deboli, non si pone in contrasto con il giudicato del CDS: graduando gli accessi in una nuova graduatoria per soli titoli e servizio, si può rispettare quanto sentenziato dalla Plenaria garantendo al contempo il ruolo a tutti i DM.

In una proficua discussione è inoltre stato sottolineato come alcuni punti salienti per noi imprescindibili siano coincidenti con precise scelte che il M5S aveva già espresso nel proprio Programma Elettorale Scuola. L’incontro è stato più che positivo, ed ha posto le basi per un futuro tavolo di lavoro che Azione Scuola intende portare avanti insieme con le altre Associazioni e Gruppi che maggiormente rappresentano i docenti tutti. Ciò che è importante oggi non è mettere la firma su un “qualunque” accordo, ma arrivare a definire una volta per tutte la soluzione al problema: il M5S ha ascoltato favorevolmente ciò che abbiamo presentato, e alla luce del risultato elettorale questo ci fa essere positivi circa una possibile soluzione soddisfacente del problema.

In conclusione rileviamo con soddisfazione che esiste identità di vedute circa l’esigenza di confermare i ruoli derivati dal superamento degli anni di prova e lo scorrimento in ruolo per tutti i diplomati magistrali, incluso quelli con poco servizio (meno di 36 mesi). Tutti gradatamente in ruolo.

La Proposta