In data 26 aprile 2018 si è tenuta una riunione al MIUR, presso il salone dei ministri, alla quale hanno preso parte diverse associazioni e gruppi rappresentativi dei diplomati magistrali. Conduttore dei lavori l’esimio dottor Pinneri che per l’occasione ha tenuto a precisare la posizione del ministero sull’intera questione. Nel ricordare che l’amministrazione è tenuta ad osservare le disposizioni legislative vigenti e gli atti aventi valore di legge tra le parti, quali quello della sentenza della plenaria del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017, è stato specificato su quali soggetti, sentito il parere dell’avvocatura di Stato, avrà effetto immediato il pronunciamento dei giudici di Palazzo Spada. Si tratta dei soccombenti diretti presenti nel ricorso originario per i quali si può andare anche subito al merito. A seguire si svolgerebbero tutte le udienze definitive che riguardano tutti gli altri. Nel corso della riunione hanno preso la parola i vari rappresentanti i quali hanno espresso viva preoccupazione per gli incombenti licenziamenti che potrebbero ben essere evitati concordando con tutti gli attori della vicenda, inclusi dunque i controinteressati, l’elaborazione di una proposta condivisa da tutti, al fine di consegnarla alla politica per una sua tempestiva attuazione in vista della ripresa delle attività lavorative del prossimo mese di settembre. La richiesta unanime dei gruppi e delle associazioni intervenute è e rimane la riapertura delle Gae con il ripristino delle tre fasce originarie con la trasposizione nella prima dei residuali storici. Noi abbiamo proposto una alternativa, già consegnata nelle mani del dottor Pinneri, che tutela e salvaguarda le posizioni di tutti, ricorrenti e non, in ruolo con riserva, detentori del solo provvedimento cautelare, in attesa di una sentenza, con servizio e senza servizio di 36 mesi. Abbiamo sottolineato e specificato che i laureati in Scienze della Formazione Primaria sono anche essi interessati dalla nostra proposta, essendo ben lontani dalla figura di controinteressati in cui sono stati relegati da una campagna di disinformazione. Nessun esame e nessuna selezione. Appare pleonastico richiedere una procedura per esami per colleghi che hanno già sostenuto dei percorsi abilitanti assolutamente probanti (vedasi SFP e test di ammissione) e che in ogni caso hanno retto egregiamente le scuole durante l’assoluta assenza di concorsi in 12 anni di storia (2000/2012). L’esperienza accumulata con il servizio è stata integrata dalla pressoché totalità dei colleghi diplomati magistrali mediante corsi di formazione e aggiornamento della professione. Molti di loro posseggono anche la laurea. Sono queste le ragioni che ci hanno indotto a richiedere un concorso per soli titoli. Il Miur stesso è vivamente interessato a che si giunga ad una positiva conclusione dell’intera vicenda, purché essa abbia la configurazione costituzionale richiesta dal nostro ordinamento. All’uopo ha esortato tutti i presenti a conferire le proprie proposte all’amministrazione, esortando tutte le parti in causa ad una proficua collaborazione avviata con l’apertura del tavolo di lavoro odierno. Torneremo dunque a incontrarci prestissimo per arrivare a dama e concludere questa spinosa vicenda.