Siamo letteralmente sconcertati dalle recenti sentenze brevi emesse dal Tar che, nel recepire quanto statuito dalla plenaria del Consiglio di Stato lo scorso 20 dicembre, danno origine ai depennamenti dalle Gae dei diplomati magistrali ante 2001/2002 andando ben oltre ogni drammatico scenario. Leggiamo nella classica formula di rito P.Q.M. la seguente motivazione a sostegno del rigetto: “Ritenuto pertanto che il diploma magistrale conseguito ante 2001/2002 non costituisce titolo abilitativo non soltanto per l’inserimento in GAE ma, altresì, per l’inserimento nella II fascia delle Graduatorie di Istituto, riservata ai docenti abilitati”. Ciò comporta la retrocessione addirittura nella terza fascia delle graduatorie di istituto con la conseguente revoca del titolo abilitante! Così facendo si ritorna al triste passato che portò i diplomati magistrali a ricorrere ai Tribunali per vedersi riconoscere quel diritto che oggi torna in discussione con effetto retroattivo. Eppure era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 maggio 2014 il Decreto del Presidente della Repubblica del 25 marzo 2014 con il quale si recepiva il parere 4929/2012 del Consiglio di Stato (allegato al DPR) relativamente al valore abilitante dei diplomi di scuola e istituto magistrale (e relative sperimentazioni) conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002.

Il Consiglio di Stato, sul valore abilitante dei titoli in oggetto, si espresse in questi termini: “prima dell’istituzione della laurea in Scienza della formazione, il titolo di studio attribuito dagli istituti magistrali al termine di corsi triennali e quinquennali sperimentali di scuola magistrale e dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali di istituto magistrale (per la scuola dell’infanzia) o al termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’istituto magistrale (per la scuola primaria) dovevano considerarsi abilitanti, secondo l’art. 53 R.D. 6 maggio 1923, n. 1054, in combinato disposto con l’art. 197 d.l. 16 aprile 1994, n. 297.”

Chiediamo al Ministero pertanto di fermare questo scempio e di tenere sospesi i meriti fintanto che siamo ancora a quel tavolo di lavoro aperto con le associazioni lo scorso 26 Aprile per trovare una soluzione equa per tutti. Riceviamo giornalmente messaggi e telefonate da parte di colleghi disperati che hanno mutui e famiglie lontane e ci supplicano di perorare le loro cause. Glielo dobbiamo per la loro tranquillità e per la fiducia che ci hanno concesso per rappresentarli a tutti i tavoli istituzionali.