Lo stesso personale precario della scuola, oltre alla richiesta di immissione in ruolo e di risarcimento del danno può altresì pretendere il riconoscimento integrale dell’anzianità di servizio maturata con i contratti di lavoro a tempo determinato. Il MIUR continua ancora oggi a violare i principi espressi dalla Corte di Giustizia da ultimo confermati con la sentenza Valenza del 2014 negando al personale precario il riconoscimento del servizio prestato con contratti a termine e quindi la retribuzione corrispondente alla fascia stipendiale collegata all’anzianità di servizio.

Sono ormai diverse le pronunce dei tribunali nazionali sia di primo che di secondo grado che hanno confermato tale diritto riconoscendo al personale precario le differenze di retribuzione maturate ed illegittimamente negate dal MIUR.

Tali pronunce si basano su di un semplicissimo assunto, ossia che il D.Lgs n. 297 /94, che esclude il personale non di ruolo dall’attribuzione degli scatti di anzianità, viola il principio di parità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e a tempo indeterminato previsto dall’Accordo Quadro allegato alla direttiva europea n. 1999/70, non ravvisando la presenza di “elementi precisi e concreti” che giustifichino in modo oggettivo tale disparità di trattamento.

Per avere maggiori informazioni potete scriverci a azionescuola2015@gmail.com specificando per quale provincia e quale abilitazione e/o cdc siete interessati a proporre ricorso.