Sono diversi i precari della scuola che, a seguito delle iniziative legali proposte, hanno ottenuto finalmente dai giudici del lavoro il riconoscimento dei propri diritti sulla base dei principi affermati nella ormai nota sentenza Mascolo emanata dalla Corte di Giustizia Europea che ha condannato l’Italia nella parte in cui ha consentito la illegittima reiterazione dei contratti a tempo determinato per coprire posti vacanti e disponibili.

Il docente precario con oltre 36 mesi di servizio ha la possibilità di chiedere giustizia al giudice del lavoro per conseguire la stabilizzazione del rapporto di lavoro oltre al risarcimento del danno subito per l’intero periodo di lavoro a tempo determinato.

È recente la sentenza n. 5072 del 2016 emanata dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che ha confermato il riconoscimento del risarcimento del danno in favore del lavoratore precario pubblico che ha subito una reiterazione di contratti a tempo determinato per un periodo superiore ai 36 mesi individuandolo nella misura corrispondente tra le 2,5 e le 12 mensilità. Riteniamo, tuttavia, che tale misura non sia sufficiente e comunque si discosti in maniera irragionevole dal principio espresso in sede Comunitaria secondo il quale la sanzione da applicare deve essere fortemente dissuasiva. Siamo convinti che il risarcimento da riconoscere in favore del lavoratore precario dovrà essere superiore alle indicazioni fornite dalle Sezioni Unite e sono diversi i giudici del lavoro che nelle loro recenti decisioni hanno condiviso le nostre tesi difensive. 

Per avere maggiori informazioni potete scriverci a azionescuola2015@gmail.com specificando per quale provincia e quale abilitazione e/o cdc siete interessati a proporre ricorso.