La nostra associazione come fine ha sempre perseguito la tutela di tutti i colleghi diversificando caso per caso. Quando si parla di abilitazioni la normativa è differente. La riprova ce l’ha fornita il TAR con le sentenze di rigetto presentate sui ricorsi cosiddetti misti. Respingiamo le forme di strumentalizzazioni a fini politici circa la ben nota questione dell’adunanza plenaria. In relazione a quanto scritto su alcuni giornali, con l’avallo e l’appoggio di qualche docente universitario, circostanza che deploriamo fortemente in quanto la riteniamo un’ingerenza indesiderata su una questione che dura ormai da 4 anni, qual è quella del riconoscimento del valore abilitante posseduto dal diploma magistrale ante 2001/2002 sancita dal Consiglio di Stato, intendiamo prendere posizione nell’interesse e a tutela degli stessi colleghi. A scanso di equivoci ribadiamo la convinzione dell’identico diritto in ordine alla laurea in Scienze della Formazione Primaria del vecchio ordinamento quale titolo abilitante all’insegnamento così come sancito dalla legge 53/2003. Ma è sul l’anno di immatricolazione che verte il contenzioso con l’amministrazione. Non abbiamo ancora una pronuncia chiara del massimo consesso della giustizia amministrativa circa il legittimo diritto a permanere nella terza (o quarta) fascia delle Gae. Come ben si comprende la questione è molto diversa da quella del diploma magistrale​ che è sempre stato considerato abilitante all’insegnamento sin dal 1999, prima che la legge cambiasse nel 2002 con l’istituzione del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria. Tentare di unire le due questioni riteniamo che sia un esercizio di pura demagogia finalizzato a forzare i consensi politici in vista delle prossime elezioni. Azione Scuola attenderà il risultato che uscirà dall’aula dei giudici di Palazzo Spada il 15 novembre riservandosi di intraprendere ulteriori azioni a tutela di tutti i docenti, in primis quelli in possesso di diploma magistrale ante 2001/2002.